Si rischia lo sciopero dei corrieri per il Black Friday: ma Amazon non ci sta e ribatte

amazon corrieri

I corrieri annunciano uno sciopero per il Black Friday: Amazon risponde con una nota ufficiale e chiarisce la situazione

C’è il rischio concreto di uno sciopero di corrieri e magazzinieri proprio il giorno del Black Friday, il 26 Novembre. Oltre 12 mila lavoratori (e altri 3000/4000 stagionali per il periodo festivo) pronti ad alzare le braccia e a chiedere a detta dei sindacati, una riduzione dell’impegno settimanale da 44 a 39 ore e minori responsabilità in caso di danni alle merci trasportate. Richiesta anche una riduzione del numero di pacchi da consegnare giornalmente, generalmente sui 200 pezzi, con 130/140 stop.

amazon corrieri

Amazon non ci sta, e risponde con una nota

Amazon però risponde subito alla questione e fa sapere che i suoi corrieri, assunti attraverso società terze sempre controllate e “allontanate” in caso di violazione dei termini contrattuali, vengono impiegati con il contratto G1 del ccnl e uno stipendio lordo di 1658€ mensile + 300€ netti mensili di indennità giornaliera. Amazon, prosegue: “Oltre il 96% delle rotte effettuate in Italia viene completato entro la conclusione dell’orario lavorativo e, frequentemente, con largo anticipo rispetto alla conclusione dello stesso”. Inoltre che gli autisti sono liberi di non seguire le indicazioni dell’algoritmo dei palmari forniti in dotazione (che calcolano automaticamente i percorsi più veloci in base al traffico) e anche se, a detta dell’azienda, l’affidabilità è tale che consente lo svolgimento della giornata lavorativa in maniera ottimale.

A fine nota, Amazon, si augura che le trattative possano riprendere e che tutti gli operatori possano esercitare il loro impiego rispettando i termini stabiliti non interrompendo o ritardando il servizio verso i clienti.

Cosa ne pensiamo noi

Non è mai facile criticare chi lavora e si trova costretto a scioperare, e non è nostro intento farlo. Quel che però ci è chiaro, ormai da tempo (visto che questo annuncio di sciopero da parte dei sindacati arriva sempre ogni anno proprio prima del Black Friday, e poi puntualmente tutto procede come sempre) è che il malcontento sembra più dei sindacati stessi, con una vera e propria battaglia continua contro Amazon (e no, non vogliamo difendere Amazon, non siamo i suoi avvocati) che dei suoi lavoratori. Oggi, in una nazione precaria (purtroppo) come l’Italia è infatti a nostro parere una delle poche aziende che sta investendo davvero e sta dando impiego a tantissime persone, sicuramente è una multinazionale come tante altre che guarda ai profitti, ma da esperienze e pareri reali che vanno aldilà di quello che un’azienda dichiara in un comunicato stampa, la situazione non ci sembra essere così esagerata come spesso viene dipinta da molti media e/o istituzione politiche.

Ci auguriamo quindi che i corrieri (e chiunque altro lavori in questo settore) riesca a far valere i suoi diritti e si senta appagato del suo lavoro. Siamo aperti, qualora tra i nostri lettori ci fosse qualcuno di tali categorie lavorative, ad ascoltare i pareri.

Tariffando
Logo