Home Editoriale Legge sulla concorrenza 2017: addio al recesso via raccomandata

Legge sulla concorrenza 2017: addio al recesso via raccomandata

Dal 29 Agosto 2017 ci sarà il via alla nuova legge sulla concorrenza: ci sono tante novità che riguardano le telecomunicazioni: si dirà addio al recesso con raccomandata e tanto altro

Finalmente qualche novità interessante in ambito di TLC in partenza il 29 Agosto, data in cui si darà il via alla nuova legge sulla concorrenza, che va a sostituire l’ormai vetusto decreto Bersani. Tra le novità più importanti troviamo il recesso, recesso che sarà ora più semplice e senza raccomandate da spedire al gestore.

Ma vediamo più nel dettaglio le novità della legge e cosa cambierà nei prossimi mesi:

  1. Recesso  Sarà più semplice ed immediato, potrà essere eseguito per via telematica e senza raccomandate. Dovrà avere la stessa semplicità che si ha quando si attiva una nuova offerta. Tutto questo si applica chiaramente anche alle rimodulazioni, da cui si potrà quindi sfuggire senza comunicare preventivamente via raccomandata A/R al proprio gestore.
  2. Addio all’attivazione di abbonamenti cliccando per errore  I gestori avranno l’obbligo di rendere “più difficile” tutta la procedura. Saranno obbligati a registrare il consenso esplicito e documentabile da parte dell’utente prima di attivare un abbonamento. Addio alle attivazioni subdole? Speriamo.
  3. Massima durata di un contratto  La massima durata di un contratto potrà essere di massimo 24 mesi, si dirà quindi addio agli abbonamenti con durata 30 mesi o più.
  4. Costi completi dell’offerta ben messi in chiaro  Le offerte pubblicizzate dovranno avere ben in chiaro tutti i costi, sopratutto quelli di cambio gestore. Dovranno trovarsi sia nel materiale pubblicitario sia ben in chiaro nelle fasi di sottoscrizione del contratto. Inoltre, dovranno essere comunicati dal gestore all’ AGCOM.

Gli operatori che non rispetteranno questi punti e le successive modifiche si ritroveranno una multa, ora raddoppiata, pari a poco più di 1 Milioni di Euro.

Tali modifiche sono a nostro parere necessarie e in ritardo, seppur ci soddisfano solo a metà: riteniamo infatti che ancora troppe cose devono essere sistemate, a partire dalle tante odiate rimodulazioni, attuate dai gestori con una facilità disarmante.