WiFi Calling e VoLTE, tecnologie che non decollano: i limiti di AGCOM e tecnici

WiFi Calling e VoLTE, tecnologie che non decollano: i limiti di AGCOM e tecnici

Il WiFi calling arriva finalmente in Italia in una versione abbastanza ridotta e piena di limitazioni: quali sono i motivi? Il VoLTE manca ancora per tanti gestori

In questi giorni abbiamo tanto parlato di WiFi Calling (o VoWiFi, stessa cosa) prima per TIM, che i rumors davano per certo il lancio per il 25 Novembre, poi rimandato e successivamente per WindTre che lo ha effettivamente lanciato per i suoi clienti e per quelli di Very Mobile (che son pure suoi clienti). In poche e semplici parole il WiFi Calling è una tecnologia che permette di trasmettere il traffico voce dai server del gestore allo smartphone sfruttando una rete WiFi anzichè le tradizionali reti mobili nel caso in cui queste non fossero disponibili. Si tratta di un qualcosa di molto utile, si pensi ad uffici o cantine dove non c’è campo, ma potrebbe esserci una connessione WiFI.

Il problema è che fondamentalmente si tratta di un servizio quasi inutile per come sarà utilizzabile in Italia, e questo non per limiti dei gestori, che strano ma vero stanno offrendo il servizio gratuitamente, ma per ragioni di legge.

Perchè in Italia il WiFi Calling è così limitato?

Esatto, è molto limitato. Si potrà infatti utilizzare solo ed esclusivamente sulle reti WiFi dello stesso gestore del mobile (TIM stava provando a renderlo disponibile su qualsiasi rete, ma AGCOM ha detto no), quindi o si ha un’offerta fisso + mobile ad esempio con WindTre o niente WiFi Calling. Questo distrugge l’utilità del servizio che nel 90% dei casi purtroppo non troverà una rete “compatibile”.

Il motivo è presto detto, si tratta di una normativa anti-terrorismo che impone ai gestori di avere pieno controllo, registrare e in caso di necessità intercettare le chiamate voce effettuate. Consentendo chiamate WiFi da qualsiasi rete di gestori terzi si perderebbe la tracciabilità e sarebbe molto più complesso (ma non impossibile) riuscire a rimettere insieme il puzzle.

Le soluzioni ci sarebbero anche, come nel caso del roaming servirebbero registri condivisi tra i gestori per registrare tutti i dati, ma è una cosa antieconomica per un servizio offerto gratuitamente, che in questo modo potrà essere pure sfruttato dai gestori a loro vantaggio per pubblicizzare le loro offerte convergenti.

VoLTE, ancora molti gestori non lo usano, malissimo nel (quasi) 2023

Un altro grosso problema tecnico delle TCL italiane è il VoLTE, spesso ancora non implementato proprio da alcuni gestori o con pochi smartphone abilitati. E tutto ciò a fine 2022 suona davvero male per i motivi che vedremo di seguito.

Il nome più celebre a non usare proprio il VoLTE, nonostante parecchio tempo fa abbia dichiarato di essere quasi pronto ed in test è Iliad. Iliad purtroppo al momento non veicola nessuna chiamata su 4G/5G, ma gira tutto il traffico voce attraverso le reti 2G e 3G di WindTre. Oltre alla qualità audio più bassa, passare in 2G significa anche perdere la disponibilità del traffico internet (quando manca il 3G, che comunque spesso e volentieri è lento nella navigazione).

Ma c’è chi fa peggio purtroppo. Molti gestori virtuali sotto TIM o Vodafone, gestori che hanno eliminato il 3G, continuano ad oggi a non disporre di tecnologia VoLTE. Questo significa veicolare tutto il traffico voce in 2G, come negli anni 90 e perdere nel 100% dei casi la disponibilità di internet. Pensate ad essere in auto con Google Maps attivo, vi arriva una chiamata e dite addio alla navigazione. Piuttosto scomodo e fastidioso con gli smartphone attuali..

Infine, ma questo non è sempre colpa dei gestori, molti smartphone non vengono più aggiornati/supportati dai brand e non ricevono mai le configurazioni VoLTE, impossibili da settare manualmente – di conseguenza pur il gestore disponendo di tale tecnologia non riusciranno mai a sfruttarla, con tutti i disagi di cui abbiamo parlato.

Sul VoLTE c’è però anche chi lavora bene

TIM, Vodafone e WindTre utilizzano (ormai da molto tempo) il VoLTE sulle loro reti 4G e 5G, tra i virtuali invece spiccano i semi-virtuali dei gestori, Kena, ho.mobile e Very Mobile (tutti su rete 4G max) e Fastweb (che offre VoLTE su 4G e 5G addirittura). Dall’estate il VoLTE è attivo pure con Poste Mobile.

Male, tra i più importanti virtuali, l’assenza del VoLTE su CoopVoce, che però ha promesso di implementarlo al più presto durante il 2023.

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