Home Editoriale Social e smartphone vietati ai minori: la proposta di Zampa

Social e smartphone vietati ai minori: la proposta di Zampa

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, avanza una proposta a tutela dei minori, focalizzata su identità verificata e formazione dei genitori

C’è fermento all’interno della cronaca italiana, che in questi giorni si rimpalla la notizia della bambina palermitana ritrovata senza vita a seguito di una delle challenge deleterie e pericolose che sempre più spopolano sui social tra i giovanissimi. Si è tornati a trattare il tema, caldo e delicato, della sicurezza dei minori sul web, in particolare all’interno delle più note piattaforme social, avanzando idee e proposte per tutelare i minorenni.

Tra le altre, emerge anche la voce della sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. In un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, Zampa ha avanzato una proposta strutturata in diversi punti e che potrebbe potenzialmente essere presentata al Governo e trovare concretezza. Per la sottosegretaria, la priorità è proteggere i minorenni, anche ricorrendo a misure molto severe: la verifica dell’identità sui social, per esempio, a mezzo SPID del genitore, il quale si assume la responsabilità di autorizzare la presenza del proprio figlio sui social (attualmente, lo SPID non è conseguibile dai minori), la cui età minima legale per l’iscrizione è, al momento, fissata a 14 anni; ancora, l’interdizione al possesso e uso degli smartphone da parte dei ragazzini al di sotto dei 10 anni (per i quali Zampa propone smartphone adatti alla loro età, e cioè limitati nelle funzioni e nella navigazione internet) e diverse limitazioni per coloro che si attestano nella fascia tra i 10 e i 17 anni, con specifici divieti e sanzioni.

Quest’ultimo punto arriverebbe anche a toccare il comparto della scuola, all’interno della quale la sottosegretaria si dice favorevole alla confisca temporanea dello smartphone durante le ore di lezione, al fine di evitare “distrazioni e danni intellettivi“.

E se da una parte è prevista un’azione pratica nella difesa del minore, tramite divieti e sanzioni, dall’altra Zampa insiste su una specifica formazione parentale, portando all’attenzione un aspetto non trascurabile del nodo e cioè la scarsa conoscenza dei pericoli del web da parte dei genitori, che andrebbero adeguatamente messi al corrente dei rischi che corrono i propri figli, ogni giorno, all’interno del grande e complicato mondo dell’Internet.

La proposta, al momento, è solo abbozzata e non è stata ancora formalmente presentata, ma è certo che gli ultimi fatti di cronaca abbiano dato una spinta in questa direzione e che presto, molto presto, qualcosa potrebbe iniziare a muoversi.