Home Editoriale Bonus PC: lo strano caso dei tablet rivenduti online

Bonus PC: lo strano caso dei tablet rivenduti online

Fioccano sui vari marketplace dell’usato tantissimi tablet “usati come nuovi”, praticamente ancora imballati. La bizzarria? Sono tutti dispositivi acquistati con il voucher per PC e tablet

Sin dal suo esordio, il bonus PC 2020 ha fatto discutere e sollevare dubbi e critiche quanto mai legittimi. A partire dal mese di ottobre, e cioè dal momento in cui Infratel (azienda deputata a stabilire le specifiche tecniche dei dispositivi idonee al conferimento del voucher) ha ufficializzato i requisiti di cui PC e tablet debbono essere in possesso per poter rientrare nel voucher, si sono susseguite una serie di bizzarrie. Bizzarrie che hanno raggiunto il culmine in questi giorni, dove nei vari marketplace dell’usato, non poi casualmente a ridosso del periodo natalizio, iniziano a proliferare le offerte sui tablet. Niente di strano, se non fosse che questi tablet siano in realtà l’unico, stesso modello e che questo modello sia proprio quello che risponde alle caratteristiche stabilite da Infratel e quindi ottenibile con il bonus PC 2020.

Stiamo parlando dell’oramai introvabile (sul mercato) Samsung Galaxy Tab S6 Lite WiFi, l’unico modello di tablet che, al momento, può essere ottenuto grazie al voucher poiché l’unico, sul mercato, a rispondere ai pretenziosi criteri imposti da Infratel al prezzo imposto dal bonus PC.

Analogamente al bonus PC, anche su questo tablet aleggiano dei dubbi. Riassunta ai massimi termini, la questione si può porre in questo modo: il Galaxy Tab S6 Lite, con modulo WiFi, è al momento venduto esclusivamente da Tim. Ai competitors è toccato “accontentarsi” della versione con modulo LTE, che tuttavia ha uno scarto di prezzo di circa 40 euro, il che lo rende decisamente meno appetibile per gli utenti, con il risultato finale che la stragrande maggioranza delle richieste sta convergendo verso Tim. Tim che, secondo le ricostruzioni dei colleghi di Dday.it, si sarebbe aggiudicata tutti i lotti disponibili del Galaxy Tab S6 Lite WiFi con molto anticipo rispetto agli altri operatori, al punto da aver raggiunto il sold out momentaneo, che resterà tale fino ai primi mesi del 2021.

Tuttavia, ad invogliare i consumatori a convergere su Tim non è solo il prezzo del tablet in sé, ma anche quello delle condizioni ad esso correlate: 25 euro di contributo immediato e i restanti 300 aggiunti dallo Stato. Un’offerta così posta è fin troppo ghiotta per i furbetti del riciclo, che, di fatto, nei giorni scorsi (e il trend non sembra destinato a fermarsi) hanno riempito i marketplace di Samsung Galaxy Tab S6 Lite WiFi, partendo da un prezzo minimo di 200 euro – con un guadagno netto, quindi, di oltre 170 euro.

Le motivazioni delle (ri)vendite sono le più disparate: dal regalo doppio al regalo non gradito, finanche alla totale mancanza di giustificazione. E certo, il dispositivo in questione non è mai stato proprietà esclusiva di Tim, ma dà da pensare il fatto che la maggior parte delle offerte provenga dalle stesse zone che per prime hanno subito un’impennata di richieste del voucher per PC e tablet.

Viene da chiedersi quali contromisure adotteranno operatori e Stato in questa strana vicenda, dal momento che si configurano come unica parte lesa. Il dispositivo, infatti, risulterà di proprietà dell’utente solo dopo 12 mesi di abbonamento, che, nel caso del bonus PC 2020, non cade sulle spalle del consumatore, ma dell’operatore. Dispositivo quindi tenuto attivo dall’operatore, ma finanziato dallo Stato. La giurisprudenza non è il nostro campo, ma non possiamo negare di essere davanti ad uno o più illeciti e viene spontaneo domandarsi quali saranno le conseguenze per chiunque stia alimentando questo genere di mercato.

Via: Dday.it

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