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Il 5G fa male alla salute? Facciamo chiarezza

Il 5G fa male alla salute? Porta ad un incremento dei rischi di tumore? Cosa dice la scienza al riguardo e quali precauzioni usare?

Ultimamente abbiamo tanto parlato di 5G, e puntualmente siamo stati invasi da domande e questioni inerenti agli effetti sulla salute umana di questa nuova tecnologia radio pronta ad invadere le nostre città. C’è chi chiede curioso, chi condivide teorie complottistiche, chi fake news, e chi ci ha “insultato” facendoci passare per quelli che nascondono gli eventuali effetti negativi, pur di pubblicizzare il 5G (che a noi non ci porta concretamente nulla, visto che non siamo affiliati con nessun gestore di telefonia). Abbiamo pertanto deciso e vi abbiamo promesso di approfondire la questione.

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Ma quindi, il 5G fa male alla salute? Causa i tumori? Lasciando al loro posto le chiacchiere da bar e trattando la questione in maniera esclusivamente scientifica, ad oggi la scienza non ha individuato rischi concreti. Che un’elevata esposizione alle onde elettromagnetiche possa comportare dei rischi è stata solo classificata come “possibile” e non come “probabile” o “certa”.

Ma in cosa il 5G è diverso rispetto alle altre onde elettromagnetiche di cui siamo circondati? E in cosa è diverso? Il 5G usa le onde millimetriche, si tratta di onde elettromagnetiche ad alta frequenza, non molto distanti, anzi piuttosto similari a quelle che usiamo tutti i giorni a casa e in ufficio del nostro router WiFi. Gli attuali router WiFi utilizzano la rete 2,4Ghz e 5Ghz con una potenza massimo di 100mW. Il 5G lavora attualmente tra 3,6 e 3,8Ghz, e sono inoltre previste delle bande a 27Ghz per dispositivi IoT e a circa 700 Mhz, nel 2023, visto che tali frequenze sono attualmente impegnate dalla TV in digitale terrestre. Quindi, di fatto, nulla di veramente nuovo.

E’ nuovo invece il concetto di come saranno strutturate le reti 5G: l’elevata frequenza di queste reti, al contrario di quanto si possa pensare, garantisce solo una copertura molto ridotta e una scarsa penetrazione. Pertanto, la copertura sarà effettuata con moltissime antenne disposte come a degli hotspot WiFi (la frequenza è similare, come detto), a bassa potenza. Per farla semplice e senza troppi tecnicismi, più una frequenza è bassa, più essa garantisce copertura e penetrazione (TV 470-790 MHz, Radio 87,5-108 Mhz ad esempio), più è alta, e minore sarà lo spazio che riuscità a coprire e la sua capacità di penetrare le superfici: ma sarà migliore la qualità dei dati che vi transitano.

Pertanto, l’elevato numero di antenne che saranno installate per il 5G non deve assolutamente spaventare, e le onde elettromagnetiche emesse dal 5G non hanno di fatto niente di diverso dalle altre onde elettromagnetiche di cui siamo ampiamente sommersi e di cui ad oggi non conosciamo con certezza gli effetti sulla salute. Qualche esempio? Radio, TV, Microonde, WiFi, Bluetooth…

Il 5G quindi non è peggio e nemmeno meglio di altre tecnologie? Esattamente, anzi, l’inquinamento elettromagnetico prodotto dal 5G che utilizzerà bassisime potenze sarà di gran lunga inferiore a quello di ponti TV e radio che utilizzano potenze al confronto assurde pari a migliaia di Watt, con frequenze ben più basse, come detto e con ben più alta capacità di penetrazione.

Che precauzioni è possibile usare? Assodato che il 5G utilizza onde elettromagnetiche pressochè similari a quelle attualmente già in uso, queste precauzioni non valgono solo per il 5G, ma anche per il 4G, il 3G, il 2G e qualsiasi altra tecnologia di tipo radio utilizzata dagli smartphone:

  • L’emissione di onde consentita dagli smartphone ha una potenza limitata e bassa, di tipo logaritmica: basta allontanare lo smartphone durante una chiamata di 10cm per abbattere le emissioni che arrivano al nostro viso di 1/3. A 30cm i V/m che arrivano al viso sono già a livelli bassisimi. Quindi l’uso di vivavoce e auricolare ci espone meno alle onde.

  • Evitare di chiamare in luoghi in cui il segnale è basso o in viaggio: in questi casi lo smartphone utilizza tutta la sua potenza ai massimi livelli per garantire una buona connessione. Se il segnale è buono, basta un “filo” di potenza, con meno emissioni.

CONCLUSIONI

Ad oggi la scienza non ha dimostrato una correlazione effettiva tra rischi di tumore e/o altre malattie e le onde elettromagnetiche di qualunque tipo e frequenza: di certo, come in tutte le altre abitudini, è bene non abusarne, prendere semplici ed efficaci precauzioni e preferire magari una chiacchierata reale piuttosto che telefonica.

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