Home Editoriale Cashback, transazioni non registrate: ecco i possibili motivi

Cashback, transazioni non registrate: ecco i possibili motivi

In tanti lamentano il problema delle transazioni non visibili sulla app IO. Ecco perché succede e come si può rimediare

Oltre 5 milioni di partecipanti e 90 milioni di rimborso maturati fino ad ora: questi sono i numeri – cifra più, cifra meno – del cashback di Stato, iniziativa lanciata in via sperimentale a dicembre scorso poi riconfermata ufficialmente a gennaio, finalizzata all’abbattimento del nero e dell’evasione fiscale, nonché all’utilizzo sempre più frequente dei pagamenti elettronici.

Ogni giorno, si contano migliaia di transazioni, anche di basso importo, ma sempre più utenti ne lamentano la mancata registrazione sulla app ufficiale IO, gestita da PagoPa. Di conseguenza, ogni transazione non registrata è persa e con essa anche il 10% di rimborso.

Errore umano o errore tecnico? Entrambi, ma a seconda dei casi. Andiamo a vederli nel dettaglio.

Carta non inserita nel Portafoglio di IO. Chi dispone di due o più carte sa benissimo quanto, in un momento di distrazione, sia facile confonderle e pagare con una piuttosto che con un’altra. Nel caso specifico, confondere la carta abilitata al cashback con una che non lo è. La app IO dà la possibilità di salvare all’interno della sezione Portafoglio più carte, pertanto se ne utilizzate due o più, l’ideale è inserirle tutte all’interno del portafoglio di IO per non rischiare di perdere transazioni. In alternativa, se non volete o non potete registrare più di una carta, dovrete fare attenzione di esibire sempre quella che è stata abilitata al cashback.

Metodo di pagamento non riconosciuto. Nonostante all’interno del programma cashback siano stati inseriti la maggior parte dei metodi di pagamento di uso comune (Mastercard, Visa, American Express e Postepay, solo per citarne alcune), ve ne sono altri che ancora non sono stati registrati. Citiamo, a titolo esemplificativo, Apple Pay, Google Pay e PayPal. Pertanto, se effettuate i vostri acquisti tramite questi metodi, sappiate che, per il momento, sono validi per il cashback e, di conseguenza, le vostre transazioni non verranno conteggiate. Il consiglio, in questo caso, è di pagare con carta fisica sino a che non verranno inseriti in lista. A tal proposito, sulla pagina ufficiale dedicata, costantemente aggiornata, potrete verificare tutti i metodi registrati e quelli in arrivo.

Carta con doppio metodo di pagamento. Molte carte di uso comune appartengono spesso a due circuiti diversi – le cosiddette “co-badge”. Uno, generalmente, è PagoBancomat; l’altro può variare tra Visa, Mastercard, Maestro, V-Pay o Visa Electron. Può capitare, a seconda del tipo di transazione, che venga utilizzato uno o l’altro circuito. È il caso, ad esempio, del contactless. In una carta con doppio circuito, per le transazioni fisiche si utilizzerà il circuito PagoBancomat, invece per quelle contactless si utilizzerà uno di quelli sopra elencati. È capitato, prima di una nota ufficiale diramata dal governo, che tantissima gente avesse effettuato pagamenti contactless con la carta registrata su IO, solo per non vedersi registrato assolutamente nulla. Questo, spiegano i tecnici, è dovuto al fatto che entrambi i circuiti vanno registrati. All’interno della app IO, infatti, la carta, se presenta due circuiti, va registrata sia come PagoBancomat che come carta di credito o debito, aggiungendo, nell’apposito form, il numero che trovate sul fronte della carta. In alternativa, potete chiedere al commerciante di inserire fisicamente la carta nel lettore, qualora non possiate o vogliate effettuare la procedura sopra indicata.

Esercenti non ancora attrezzati per il cashback. Nonostante la partecipazione al cashback sia richiesta a tutti gli esercenti, ad oggi potrebbero ancora esserci attività commerciali che non si sono adeguate (il condizionale è d’obbligo, poiché la problematica riguardava le primissime fasi del cashback). Questo perché il piano cashback richiede ad ogni esercente di stipulare un accordo con un acquirer convenzionato. Va da sé che chi non ha ancora sottoscritto l’accordo non dà la possibilità ai cittadini di registrare le proprie transazioni ai fini del cashback. Ad oggi, tuttavia, la totalità dei commercianti dovrebbe essersi adeguata, ma, onde evitare fraintendimenti, è sempre bene chiedere se l’attività presso cui state facendo acquisti abbia sottoscritto un accordo per il cashback. Diversamente, le vostre transazioni non verranno conteggiate.

Tempi di contabilizzazione. Avrete spesso notato che, acquistando con carta, molte transazioni appaiono nella lista dei movimenti solo a distanza di giorni. Questo perché ogni operazione necessita di precisi tempi di contabilizzazione (registrazione da parte dell’istituto bancario). Ragionamento analogo vale per la app IO. Pertanto, se vi capita di non vedere immediatamente le transazioni non preoccupatevi; come riportato nelle FAQ ufficiali, le operazioni possono impiegare fino a 3 giorni per essere registrate sulla app. Diversamente, conservate sempre lo scontrino del POS nel caso in cui necessitaste di ulteriori chiarimenti in merito alla mancata registrazione dell’operazione.