Home Editoriale iliad vs Kena Mobile & ho. mobile: la strategia del secondo brand

iliad vs Kena Mobile & ho. mobile: la strategia del secondo brand

iliad ha scosso il mercato delle TLC in Italia, TIM e Vodafone hanno risposto con Kena Mobile e ho. mobile: ma perchè è stato creato un secondo brand?

L’ingresso di iliad sul mercato Italiano ha portato una notevole ventata di novità nel mondo della telefonia mobile, tutti i gestori infatti hanno iniziato a proporre offerte più aggressive per contrastare il nuovo arrivato e sono anche nate delle strategie di marketing che faranno sorgere qualche domanda ai più attenti.

TIM e Vodafone infatti oltre ad adeguare la propria offerta commerciale con i main brand, hanno risposto rispettivamente con il lancio di Kena Mobile e ho. mobile. I 2 nuovi gestori virtuali si presentano al pubblico come una versione low cost dei due famosi gestori Italiani, si affidano ad una rete consolidata e offrono servizi extra in modo gratuito oltre ad una maggiore attenzione per il cliente, evitando ad esempio l’attivazione di servizi non richiesti, canoni mensili sul piano base e via dicendo.

La domanda che però ci sorge è semplice: perchè creare dei “secondi brand” con una identity che li porta ad essere quasi irriconoscibili ed alternativi rispetto al main brand? Non potrebbe considerarsi una mancanza di trasparenza verso i consumatori meno informati?

Una vera risposta probabilmente non esiste: è in atto una vera e propria guerra tra i vari gestori e quindi ognuno di essi elabora la propria strategia commerciale e la propone al pubblico che poi va a decretare il vero “vincitore”. C’è inoltre da dire che Kena Mobile, rispetto al main brand TIM ad oggi manca di copertura 4G (che però entro l’estate dovrebbe arrivare), mentre invece ho. mobile utilizza già la rete 4G di Vodafone, seppur con una velocità limitata a 60 Mega, per cui ad oggi si paga di meno, ma non si sfruttano a pieno le capacità delle reti odierne, che vengono “riservate” a chi sceglie il marchio “premium” dei due gestori.

In questo scenario è invece diametralmente opposta la strategia di Wind Tre, il gruppo infatti come è noto non ha creato alcun secondo brand, e continua a sfidare la concorrenza con i suoi marchi principali.