Home Editoriale Continuano le furbate del cashback, 150 scontrini per un pieno

Continuano le furbate del cashback, 150 scontrini per un pieno

È successo a Treviso, dove un automobilista ha frazionato 50 euro di carburante in micro operazioni da pochi centesimi

La cronaca di questi giorni è piena di furbetti che, sull’onda dell’emulazione, stanno ricorrendo a diversi espedienti per ottenere il super cashback – cioè un cashback di 1.500 euro pro capite che andrà solo ai primi 100 mila clienti della classifica cashback, presente sulla app IO. La classifica non scorre in base alle cifre dei pagamenti, ma in base al numero di transazioni effettuate, che non hanno alcun limite minimo.

Uno dei modi più utilizzati per rientrare nella cerchia dei 100 mila fortunati è quello di frazionare i pagamenti presso le stazioni di servizio. La manovra è esplicitamente vietata dall’iniziativa, ma questo non sembra scoraggiare chi è intenzionato a scalare la classifica.

L’ultimo fatto risale a tre giorni fa. Siamo in provincia di Treviso e il titolare della stazione di servizio, al momento dell’apertura, ha rinvenuto ben 148 scontrini, tutti emessi tra le 20.15 e le 21.45 del 5 febbraio 2021. L’uomo, insospettito, ha poi controllato le riprese delle videocamere di sorveglianza, scoprendo che tutte quelle operazioni erano state effettuate da un unico automobilista. La cifra totale ammonta a 50 euro, frazionata in 148 operazioni da 30, 40 e 70 centesimi. Solo un paio di scontrini erano superiori all’euro.

A seguito di così tanti episodi segnalati, non si escludono maggiori controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate che, adempiendo all’esplicito divieto di frazionare i pagamenti presente all’interno del regolamento sul cashback, potrebbe invalidare tutte quelle transazioni multiple per lo stesso acquisto. Anche in virtù del fatto che tutte queste furbate vanno a compromettere un valido sistema che schiera contro l’evasione fiscale e che promuove l’utilizzo di pagamenti tracciabili – quindi con carta – anche per le piccoli acquisti.

Errata corrige: a seguito di ulteriori controlli, è emerso che nel decreto ufficiale pubblicato in Gazzetta, contrariamente alle bozze nelle quali figurava, il divieto di frazionamento delle operazioni non è presente. Pertanto, in mancanza di ulteriori specifiche, l’operazione resta consentita. Ci scusiamo per l’informazione obsoleta.

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Classe '92, adoratrice di cagnolini, food lover e scribacchina appassionata. Impugna la penna come una spada ed è convinta di conquistare il mondo un articolo alla volta.