Home Editoriale Bonus PC: rivenditori di elettronica fanno ricorso al Tar

Bonus PC: rivenditori di elettronica fanno ricorso al Tar

I rivenditori di elettronica hanno deciso di fare ricorso al Tar per chiedere la sospensione del bonus PC e banda larga. Sotto accusa la modalità di erogazione del bonus

Le associazioni di categoria dei rivenditori presenteranno un ricorso al Tar del Lazio contro il bonus PC, tablet e banda larga. L’annuncio è stato fatto da Davide Rossi, direttore di AIRES (Associazione Italiana Retailers Elettrodomestici Specializzati). Tra le motivazioni di queste lamentele ricadrebbe la modalità di erogazione del contributo che andrebbe a danneggiare non solo i rivenditori di elettronica ma anche i consumatori che si troverebbero limitati nella loro libertà di scelta. Qui di seguito sono riportate le dichiarazioni di Rossi: “Non è una scelta che prendiamo a cuor leggero perché sappiamo quanto questa misura serva all’Italia e agli italiani. Ma le nostre mani tese alle istituzioni dei mesi scorsi sono andate del tutto inascoltate, non abbiamo scelta”.

Come già si è parlato spesso e in precedenza, l’erogazione del bonus non avverrà direttamente agli utenti ma arriverà tramite gli operatori telefonici che sceglieranno tutti i dispositivi elettronici per gli utenti. Questa procedura ovviamente taglia completamente i rivenditori di elettronica e secondo alcuni esperti del settore, rischia di creare forti distorsioni del mercato oltre a minare la concorrenza. Oltre ai rivenditori anche molti operatori hanno dichiarato il proprio dissenso sulle modalità di erogazione del bonus. Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider, ha infatti rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Non tutti gli operatori offrono anche i dispositivi: gli operatori non sono tutti uguali. Si tratta di una misura potenzialmente discriminante, c’è il rischio di un lock-in“. Queste dichiarazioni fanno riferimento a molti operatori locali attivi in Italia che avranno difficoltà ad accumulare le scorte dei dispositivi elettronici.

Voci contrarie vengono anche dall’ambiente politico. Luciano Nobili di Italia Viva ha dichiarato: “Io avrei preferito un meccanismo simile alla 18app”, dove era l’utente a valutare l’acquisto tramite uno strumento digitale, mentre Massimiliano Capitanio della Lega afferma: “E’ necessario correggere il tiro dell’assegnazione dei voucher stabilendo criteri che non creino cordate o discrimino”. Per finire anche l’antitrust aveva espresso perplessità sulla manovra facendo notare che questa misura avrebbe avvantaggiato gli operatori che avevano investito meno nelle infrastrutture, proponendo che il contributo dovesse essere destinato a diffondere connessioni da almeno 100 megabit al secondo invece di 30.

Luca Carabetta del Movimento 5 Stelle però ha dichiarato che la modalità di distribuzione del bonus potrebbe subire dei cambiamenti, aprendo a nuove strade o correzioni: “[Il bonus PC] è un cantiere aperto per il Governo. Non ho dubbi che il Mise sia conscio delle problematiche e stia ragionando su alcune migliorie da applicare e sul potenziamento strutturale degli strumenti“.