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AGCM, parte il richiamo per Vodafone e Fastweb riguardo le rimodulazioni

AGCM richiama Vodafone a causa di clausole a discapito del consumatore. Fastweb si attiva subito e risolve il problema già a partire dal 6 Marzo

Brutte notizie per alcuni degli operatori italiani, in particolare questa volta parliamo di Vodafone e Fastweb, che sono state richiamate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato AGCM a causa di quello che, oramai, in Italia sembra essere diventato un vero e proprio sport, la rimodulazione. Non è la prima volta che segnaliamo notizie simili, anzi, le recenti novità riguardo costi e condizioni delle promozioni, arrivate praticamente da qualsiasi operatore, avrebbero dovuto essere come un campanello d’allarme in questo senso, per tutti i consumatori. Per fortuna, chi di dovere, non si è fatto aspettare!

L’AGCM contesta sia a Vodafone che a Fastweb le clausole che consentono agli operatori di rimodulare la propria offerta senza indicare che:

[..] tutte le eventuali variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali, incluse quelle economiche, potranno essere effettuate solo sulla base di un giustificato motivo

Chiaramente, tutti questi motivi non sembrano esserci, se non per fare cassa, ed il consumatore ha il diritto di essere informato tempestivamente delle motivazioni che hanno portato l’operatore ad effettuare quelle modifiche, in modo tale che possa essere in grado di valutare il da farsi.

L’operatore, da parte sua, ha ovviamente il potere di variare il contenuto dei contratti, inclusi i costi, ma deve necessariamente giustificarne le motivazioni, così da evitare che i servizi offerti vengano acquistati ad alcune vantaggiose condizioni ma diventino, man mano, sempre più cari.

Vodafone e Fastweb, infine, oltre a provare a difendere le loro posizioni, dovranno pubblicare, sui rispettivi siti web per 20 giorni, l’estratto del provvedimento sulle clausole vessatorie presenti all’interno dei loro contratti di telefonia fissa e mobile.

AGGIORNAMENTO DEL 25/05 – Ci sembra doveroso sottolineare che per quando riguarda Fastweb, ed a differenza di altri operatori, nelle proprie valutazioni, l’Autorità ha dichiarato vessatorie le formulazioni delle clausole relative ai contratti in uso solo fino al 5 marzo 2017, escludendo quelle attuali, dichiarando espressamente non vessatorie le nuove formulazioni in uso a partire dal 6 Marzo 2017. E’ stato precisato, infatti, che le variazioni delle condizioni contrattuali, incluse quelle economiche, potranno essere effettuate solo in presenza di un giustificato motivo, e sono state indicate esplicitamente modalità e forme attraverso cui, di volta in volta, le modifiche verranno comunicate al consumatore. A far data, quindi, dal 6 marzo 2017, le modifiche contrattuali di Fastweb sono pertanto giustificate.