
Il nuovo spot pubblicitario di iliad con Mega Gale fa parlare di sè: dura la reazione di Fastweb + Vodafone che ne chiedono lo stop immediato
Da qualche giorno sulle reti televisive nazionali (e non solo) iliad è on-air con un nuovissimo spot pubblicitario con protagonista Megan Gale, attrice e modella di origine australiana ora 50 enne, che non si vedeva negli schermi italiani ormai da circa 20 anni.
Dopo l’operazione nostalgia di TIM, torna quindi un altro volto storico della telefonia Italiana tra tante critiche e litigi tra colossi come Fastweb (che ha recentemente acquisito Vodafone) e iliad, che ha riesumato quello che è stato il volto delle campagne pubblicitari a cavallo tra la fine degli anni 90 e inizio anni 2000 di OMNITEL, brand poi dismesso da Vodafone.
L’accusa di Fastweb
Fastweb però non ha per nulla gradito lo spot di iliad, rispondendo immediatamente e diffidando iliad.
“Tale campagna è volutamente e dichiaratamente incentrata sul valore evocativo del personaggio, molto forte presso il target di riferimento: Megan Gale mentre cammina per le vie di Milano viene riconosciuta dalla gente come protagonista di un’altra pubblicità (“Megan, cosa ci fai in questo spot?”, le chiede un passante; “Ho deciso di cambiare”, risponde lei), che inaspettatamente entra in un negozio Iliad (“Megan, anche tu qui!” esclama l’addetto) e sceglie Iliad, “perché è per sempre, quindi …”. I commenti della gente non si fermano: “Ma hai visto chi è passata?” chiede un uomo alla donna che è con lui; “Eh sì, è passata in Iliad anche lei”, risponde la donna. Peraltro, Megan Gale è vestita di rosso, il colore che identifica Vodafone sin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003.”.
iliad ha mantenuto on-air lo spot
Attualmente iliad ha totalmente ignorato la diffida di Fastweb, mantenendo on-air lo spot, che sta tanto facendo parlare di sé.
Cosa ne pensiamo?
A nostro modo di vedere, iliad dal punto di visto pubblicitario ha fatto bingo: rievocando un personaggio molto forte, sopratutto per un target di una certa età, ha colpito esattamente chi intendeva colpire. Lo spot è chiaramente incentrato sui valori “forti” del gestore e le “frecciatine” sono abbastanza palesi per chi conosce le dinamiche delle TLC degli ultimi anni.
Questo però, a nostro parere, non basta a rendere questo spot “illegale”: la pubblicità comparativa in Italia è consentita, e iliad non cita tra l’altro nessun marchio: forse la diffida di Fastweb ha dato ulteriore risalto alla questione, finita su tutte le prime pagine, cosa che altrimenti non sarebbe probabilmente mai avvenuta.
A noi la questione ha fatto sorridere e la concorrenza ci piace, quindi, rimaniamo in attesa della prossima mossa di Fastweb, che chissà, magari sfornerà uno spot con una comunicazione ancora più forte.



